{"id":661,"date":"2016-05-03T09:10:37","date_gmt":"2016-05-03T07:10:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hypatiae.com\/?page_id=661"},"modified":"2016-10-03T17:12:54","modified_gmt":"2016-10-03T15:12:54","slug":"evento-dedicato-ad-ipatia-e-a-artemisia-gentileschi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.hypatiae.com\/?page_id=661","title":{"rendered":"Ipazia e Artemisia 27\/05\/2016"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.hypatiae.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Artemisia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.hypatiae.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Artemisia.jpg\" alt=\"Artemisia\" width=\"220\" height=\"300\" class=\"alignnone size-full wp-image-626\" \/><\/a><br \/>\nL\u2019evento \u201cle Donne che guardano in Alto e l\u2019Amore tra Luci e Ombre\u201d nasce dalla sinergia tra l\u2019Associazione <strong>Hypatiae Arte e Scienza<\/strong> e l\u2019Associazione <strong>APIC<\/strong>, associazione di pisicologia integrata e complementare. Questa si pone come obiettivo l\u2019intervento preventivo del disagio pischico in ambito sociale. Dal 2012 la presidenza dell\u2019APIC \u00e8 detenuta dalla dr. Angela Francesca  Molina. L\u2019associazione Hypatiae ha avuto modo di constatare la qualit\u00e0 delle azioni sia preventive che terapeutiche di APIC, caratteristiche che sono state precondizioni della sinergia attuata, necessaria per la pianificazione dell\u2019evento che andremo a proporre all\u2019interno della rassegna \u201cLa Luce nell\u2019Arte e nella Scienza&#8221;.<\/p>\n<p>La rassegna nasce in occasione della proclamazione da parte dalle Nazioni Unite dell\u2019anno 2015 come Anno Internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce ed \u00e8 stata patrocinata dall\u2019UNESCO, dall\u2019Anno Internazionale della luce e dalla Societ\u00e0 Italiana di Fisica. I tre filoni caraterizzanti della Rassegna sono:<br \/>\n\u2022\tLuci del Mediterraneo<br \/>\n\u2022\tLe donne che guardano in Alto<br \/>\n\u2022\tL\u2019Amore tra Luci e Ombre<\/p>\n<p>Noi intendiamo approfondire gli ultimi due temi, avendo scelto Ipazia come simbolo di donna che guarda in Alto e Artemisia Gentileschi emblema dell\u2019Amore tra Luci e Ombre, tema cruciale nella vita della pittrice e della donna.<\/p>\n<p>Per il <strong>27 maggio<\/strong> presso il Collegio Cairoli faremo una conferenza su questi temi:<br \/>\n\u2022\tLe donne che guardano in Alto<br \/>\n\u2022\tL\u2019Amore tra Luci e Ombre<br \/>\nL\u2019Amore tra Luci e Ombre<br \/>\nSimbolo del primo filone \u00e8 <strong>Ipazia d\u2019Alessandria<\/strong> (uccisa dalla folla inferocita),filosofa, astronoma, la sola matematica per pi\u00f9 di un millennio: per trovarne altre, da Maria Agnesi Sophie Germain, bisogner\u00e0 attendere il Settecento. Ipazia fu anche l\u2019inventrice dell\u2019astrolabio, del planisfero e dell\u2019idroscopio.<br \/>\nArtisti e scienziati si confronteranno su queste tematiche. Per il 27 Maggio si \u00e8 reso disponibile anche l\u2019illustre scienziato <strong>Mario Rasetti<\/strong> per un seminario su <em>Ipazia, Cervello, Stelle<\/em>. <\/p>\n<p>La dr <strong>Francesca Molina<\/strong> si soffermer\u00e0 su Ipazia e il dubbio. Recuperare il<br \/>\nvalore del pensiero divergente e il mitema del dubbio consente di avvicinare<br \/>\nmaggiormente l&#8217;uomo all&#8217;esame di realt\u00e0. La figura della filosofa e matematica<br \/>\nIpazia precorre il concetto di \u201cmente finzionale\u201d di Alfred Adler e fa dell&#8217;ipotesi<br \/>\ndel dubbio speranza individuale e collettiva. La capacit\u00e0 di dubitare diviene cos\u00ec occasione di conoscere e paradossalmente libert\u00e0 di credere. Insomma<br \/>\nuna donna capace di guardare in alto<br \/>\nSar\u00e0 in compagnia di altre donne che per diversi motivi guardano in alto.<br \/>\nEmblema del secondo Filone \u00e8 Artemisia Gentileschi raccontata dal prof.<br \/>\n<strong>Michele Pellegrini<\/strong><br \/>\nE\u2019 noto il drammatico episodio dello stupro, di cui fu vittima a diciott\u2019anni<br \/>\n(autore della violenza, il suo maestro Agostino Tassi, alla cui bottega la<br \/>\ngiovane era stata affidata dal padre perch\u00e9 perfezionasse la propria tecnica<br \/>\nprospettica); e poi il matrimonio riparatore, e la scelta di libert\u00e0 e di<br \/>\nemancipazione che fanno di lei una sorta di femminista ante litteram.<br \/>\nPossiamo dire che il ricordo della terribile esperienza marchier\u00e0 tutta la sua<br \/>\nproduzione artistica? Certamente predilige tinte pi\u00f9 violente con le quali crea i<br \/>\nsuoi magistrali giochi di luci e ombre. Pensiamo ai ritratti di donne, cos\u00ec aspri,<br \/>\nduri, frementi di orgoglio, resi con chiaroscuri davvero inquietanti. Pensiamo<br \/>\nalla violenza assoluta, spaventevole di un\u2019opera come la \u201cGiuditta che<br \/>\ndecapita Oloferne\u201d di Capodimonte<br \/>\nL&#8217;interesse per la figura artistica di Artemisia, rimasto debole nonostante la<br \/>\nlettura datane dal Longhi, ebbe un forte impulso per merito di studi in chiave<br \/>\nfemminista, che efficacemente sottolinearono, a partire dallo stupro subito e<br \/>\ndalla sua successiva biografia, la forza espressiva che il suo linguaggio<br \/>\npittorico assume quando i soggetti rappresentati erano le famose eroine<br \/>\nbibliche, che pare vogliano manifestare la ribellione alla condizione in cui le<br \/>\ncondanna il loro sesso<br \/>\nLa critica pi\u00f9 recente, a partire dalla ricostruzione dell&#8217;intero catalogo di<br \/>\nArtemisia Gentileschi, ha inteso dare una lettura meno riduttiva della carriera<br \/>\ndi Artemisia, collocandola nel contesto dei diversi ambienti artistici che la<br \/>\npittrice frequent\u00f2, restituendo la figura di un&#8217;artista che lott\u00f2 con<br \/>\ndeterminazione, utilizzando le armi della propria personalit\u00e0 e delle proprie<br \/>\nqualit\u00e0 artistiche contro i pregiudizi che si esprimevano nei confronti delle<br \/>\ndonne pittrici; riuscendo a inserirsi produttivamente nella cerchia dei pittori pi\u00f9<br \/>\nreputati del suo tempo, affrontando una gamma di generi pittorici che dovette<br \/>\nesser assai pi\u00f9 ampia e variegata di quanto ci dicano oggi le tele a lei<br \/>\nattribuite<br \/>\nLa conferenza artistico-scientifica si svolger\u00e0 dalle 17 alle 20. Dopo<br \/>\nperformance culturali dedicate ai due temi dei filoni: Le donne che guardano<br \/>\nin Alto e L\u2019Amore tra Luci e Ombre avranno luogo nel giardino del Collegio<br \/>\nCairoli. Le artiste che esporranno sono<br \/>\n<strong>Cinzia Busto<\/strong> http:\/\/www.cinziabusto.com<br \/>\n<strong>Anna Maria Miglietta<\/strong> http:\/\/www.annamariamiglietta.com<br \/>\n<strong>Marisa Vanetti<\/strong> http:\/\/www.marisavanetti.it<br \/>\n<strong>Ada Eva Verbena<\/strong><\/p>\n<p>In caso di pioggia si potremmo usare altri spazi come i portici oppure I corridoi e le scale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019evento \u201cle Donne che guardano in Alto e l\u2019Amore tra Luci e Ombre\u201d nasce dalla sinergia tra l\u2019Associazione Hypatiae Arte e Scienza e l\u2019Associazione APIC, associazione di pisicologia integrata e complementare. Questa si pone come obiettivo l\u2019intervento preventivo del disagio pischico in ambito sociale. 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