Ipazia e Artemisia 27/05/2016

Artemisia
L’evento “le Donne che guardano in Alto e l’Amore tra Luci e Ombre” nasce dalla sinergia tra l’Associazione Hypatiae Arte e Scienza e l’Associazione APIC, associazione di pisicologia integrata e complementare. Questa si pone come obiettivo l’intervento preventivo del disagio pischico in ambito sociale. Dal 2012 la presidenza dell’APIC è detenuta dalla dr. Angela Francesca Molina. L’associazione Hypatiae ha avuto modo di constatare la qualità delle azioni sia preventive che terapeutiche di APIC, caratteristiche che sono state precondizioni della sinergia attuata, necessaria per la pianificazione dell’evento che andremo a proporre all’interno della rassegna “La Luce nell’Arte e nella Scienza”.

La rassegna nasce in occasione della proclamazione da parte dalle Nazioni Unite dell’anno 2015 come Anno Internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce ed è stata patrocinata dall’UNESCO, dall’Anno Internazionale della luce e dalla Società Italiana di Fisica. I tre filoni caraterizzanti della Rassegna sono:
• Luci del Mediterraneo
• Le donne che guardano in Alto
• L’Amore tra Luci e Ombre

Noi intendiamo approfondire gli ultimi due temi, avendo scelto Ipazia come simbolo di donna che guarda in Alto e Artemisia Gentileschi emblema dell’Amore tra Luci e Ombre, tema cruciale nella vita della pittrice e della donna.

Per il 27 maggio presso il Collegio Cairoli faremo una conferenza su questi temi:
• Le donne che guardano in Alto
• L’Amore tra Luci e Ombre
L’Amore tra Luci e Ombre
Simbolo del primo filone è Ipazia d’Alessandria (uccisa dalla folla inferocita),filosofa, astronoma, la sola matematica per più di un millennio: per trovarne altre, da Maria Agnesi Sophie Germain, bisognerà attendere il Settecento. Ipazia fu anche l’inventrice dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio.
Artisti e scienziati si confronteranno su queste tematiche. Per il 27 Maggio si è reso disponibile anche l’illustre scienziato Mario Rasetti per un seminario su Ipazia, Cervello, Stelle.

La dr Francesca Molina si soffermerà su Ipazia e il dubbio. Recuperare il
valore del pensiero divergente e il mitema del dubbio consente di avvicinare
maggiormente l’uomo all’esame di realtà. La figura della filosofa e matematica
Ipazia precorre il concetto di “mente finzionale” di Alfred Adler e fa dell’ipotesi
del dubbio speranza individuale e collettiva. La capacità di dubitare diviene così occasione di conoscere e paradossalmente libertà di credere. Insomma
una donna capace di guardare in alto
Sarà in compagnia di altre donne che per diversi motivi guardano in alto.
Emblema del secondo Filone è Artemisia Gentileschi raccontata dal prof.
Michele Pellegrini
E’ noto il drammatico episodio dello stupro, di cui fu vittima a diciott’anni
(autore della violenza, il suo maestro Agostino Tassi, alla cui bottega la
giovane era stata affidata dal padre perché perfezionasse la propria tecnica
prospettica); e poi il matrimonio riparatore, e la scelta di libertà e di
emancipazione che fanno di lei una sorta di femminista ante litteram.
Possiamo dire che il ricordo della terribile esperienza marchierà tutta la sua
produzione artistica? Certamente predilige tinte più violente con le quali crea i
suoi magistrali giochi di luci e ombre. Pensiamo ai ritratti di donne, così aspri,
duri, frementi di orgoglio, resi con chiaroscuri davvero inquietanti. Pensiamo
alla violenza assoluta, spaventevole di un’opera come la “Giuditta che
decapita Oloferne” di Capodimonte
L’interesse per la figura artistica di Artemisia, rimasto debole nonostante la
lettura datane dal Longhi, ebbe un forte impulso per merito di studi in chiave
femminista, che efficacemente sottolinearono, a partire dallo stupro subito e
dalla sua successiva biografia, la forza espressiva che il suo linguaggio
pittorico assume quando i soggetti rappresentati erano le famose eroine
bibliche, che pare vogliano manifestare la ribellione alla condizione in cui le
condanna il loro sesso
La critica più recente, a partire dalla ricostruzione dell’intero catalogo di
Artemisia Gentileschi, ha inteso dare una lettura meno riduttiva della carriera
di Artemisia, collocandola nel contesto dei diversi ambienti artistici che la
pittrice frequentò, restituendo la figura di un’artista che lottò con
determinazione, utilizzando le armi della propria personalità e delle proprie
qualità artistiche contro i pregiudizi che si esprimevano nei confronti delle
donne pittrici; riuscendo a inserirsi produttivamente nella cerchia dei pittori più
reputati del suo tempo, affrontando una gamma di generi pittorici che dovette
esser assai più ampia e variegata di quanto ci dicano oggi le tele a lei
attribuite
La conferenza artistico-scientifica si svolgerà dalle 17 alle 20. Dopo
performance culturali dedicate ai due temi dei filoni: Le donne che guardano
in Alto e L’Amore tra Luci e Ombre avranno luogo nel giardino del Collegio
Cairoli. Le artiste che esporranno sono
Cinzia Busto http://www.cinziabusto.com
Anna Maria Miglietta http://www.annamariamiglietta.com
Marisa Vanetti http://www.marisavanetti.it
Ada Eva Verbena

In caso di pioggia si potremmo usare altri spazi come i portici oppure I corridoi e le scale.

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